Intervista a Cristina Gatta e Matteo Ratti
Campioni italiani 2002
Riprendiamo la serie di interviste ai campioni italiani dopo la pausa dell’anno scorso dovuta a timidezza o pigrizia delle nostre campionesse Bertelli e Scaramelli.
Quest’anno tocca a Cristina Gatta e Matteo Ratti, freschi di titolo italiano conquistato nelle splendide acque di Follonica dopo sei prove disputate in condizioni sempre differenti di vento e di onda.
Domanda di rito: siete contenti di questo titolo?
CRIS: Moltissimo, in quanto il campionato è stato molto combattuto, i primi tre equipaggi sono sempre stati a pochi punti l’uno dall’altro, e tutti e tre potevano vincere fino all’ultima prova.
TEX: Certo che si! Da quando ho iniziato a regatare sono passati ormai 4 campionati e i risultati sono sempre migliorati. Ogni anno ho imparato qualcosa di nuovo e ciò è uno stimolo per continuare a migliorare.
Cosa vi ricorderete di questi campionati?
CRIS: La terza prova di sabato, vento fresco e mare formato le condizioni che preferisco, una bellissima prima bolina con un buon vantaggio alla prima boa e poi veloci planate di lasco e di poppa.
TEX: Senza dubbio le planate nei due laschi per le boe di disimpegno della terza prova! Eravamo veramente veloci!
Oltre l’emozione della prima mia vittoria importante.Cosa vi ha permesso di vincere?
CRIS: Un buon affiatamento tra l’equipaggio, barca veloce in tutte le condizioni e sbagliare il meno possibile…… ed inoltre siamo stati molto tranquilli durante tutto il campionato, sapevamo di poter far bene ma sapevamo anche che l’equipaggio Bertelli Scaramelli con vento debole è difficile da battere. Fortunatamente abbiamo resistito bene nelle ariette di venerdà, mentre sabato le condizioni erano a noi più consone.
TEX: il mio peso a prua ha senza dubbio aiutato nelle situazioni difficili, rispetto alle piume dei nostri avversari diretti, anche se penso che la cosa più importante è che siamo sempre stati capaci di non agitarci o distrarci a discutere su accortezze secondarie rispetto al navigare veloci.
Cristina: come va portato un laser 2 rispetto ad altre barche che conosci?
CRIS: E’ diversa da tutte le barche che conosco, risente molto del peso dell’equipaggio, in quanto molto leggera e piccola (metri 4,40 e 80 Kg). Al timone è docile, e la posizione alle cinghie è simile a quella del laser standard, di poppa invece è una “saponetta instabile” che s’ingavona spesso nelle onde, l’acqua entra nello sparaspy e il pozzetto si allaga completamente. Con vento forte di poppa il prodiere è costretto a spostarsi ad ogni onda tra le sartie e lo specchio di poppa.
Non sembra che soffriate particolarmente le brezze leggere o il vento teso, i lati di poppa piuttosto che quelli di bolina: quali sono i vostri punti deboli?
CRIS: Sei molto gentile, in realtà le manovre con lo spy non sono il “mio forte” in quanto ho regatato per anni in singolo e accuso un po’ la mancanza d’esperienza.
TEX: La modestia di Cristina mi stupisce… con ventone la barca era sempre piatta e sotto controllo… diciamo che la sua esperienza da singolista si nota nelle frasi dette al povero prodiere in ginocchio a fare 16 manovre in contemporanea….Gatta e Ratti.
Visti i cognomi viene spontaneo chiedere com’è la convivenza in barca.
CRIS: Non sei il primo che ce lo chiede…… Nonostante i cognomi, bene.
TEX:E’ una questione di numeri…l’unione fa la forza. I problemi nascerebbero con l’equipaggio Gatti e Ratti oppure se regatassimo su “Cane Malato”.
Quarto anno consecutivo che un equipaggio con timoniere femminile vince un campionato italiano: vuol dire qualcosa?
CRIS: Sono molto contenta che in questa classe ci siano delle brave veliste, il laser 2 è una barca che non richiede doti fisiche particolari, e anche noi fanciulle, alle volte fisicamente meno forti rispetto ai colleghi maschi, riusciamo a ben figurare.
TEX: Come lo slogan narrava… una barca di pari opportunità.
Il futuro: Matteo Ratti (Tex) passa al Laser 4000 con chi? cosa ti ha lasciato questa esperienza in laser 2?
TEX: Passo al 4000 per due motivi: il primo è che il laser 2 l’ho comprato circa 10 anni fa e ne ho fatte di ogni, il secondo è che ho notato che la cosa che mi attira di più della deriva è la velocità! Quindi penso che il 4000 sia il giusto compromesso. Con chi non si ancora! A tutt’oggi ho avuto alcune proposte che sono al vaglio di una decisione drammatica! Timoniere o Prodiere? Poi nessuno deve scartare l’idea che l’equpaggio continui!
Cristina, cosa farai?
CRIS: Anch’io sto pensando di regatare in futuro in laser 4000, nella nostra zona XV c’è un bel gruppo di barche, e con il poco tempo a disposizione è possibile regatare sul lago di Como ad un buon livello.
Come avete iniziato ad andare in barca?
CRIS: Ho iniziato a 12 anni sull’optimist e 420, e a regatare a 18 sul laser radiale.
TEX: Ho incontrato Paola e Silvana che, con fare gentile mi hanno chiesto il primo giorno che mettevo piede su un lago: Oggi regatate anche voi? E’ cosà fù… Io e Roberto Faucitano con il mutino corto in aprile del ‘99 regatammo utimissimi in una gelida giornata di Tivano….
Chi considerate come i vostri maestri?
CRIS: Tutte le persone che mi hanno aiutata in questi anni a diventare una velista, allenatori, amici, e i miei genitori. Grazie a tutti.
TEX:L’arte di guardare sempre tutto e tutti, Silvia Ferri che mi ha dato la passione per il mare e Cristina naturalmente.
Un sogno per il futuro?
CRIS:Più diffusione allo sport della vela, vorrei vedere navigare più barche nei mari italiani e regate con più partecipanti.
TEX:Fare una regata sul laser 2 e al timone mettere dietro Cristina…… oppure fare una regata con una Gatta a prua.